08 Ago Il Movimento è Energia”: conversazione con Lisa Lapomarda, fondatrice di Just U Studio
Un viaggio nel cuore di Just U (You) Studio
In questa intervista, condotta da Francesco De Fazio, Lisa Lapomarda ripercorre la genesi di Just U Studio, nato dal desiderio di unificare anni di esperienze multidisciplinari e dare una direzione chiara al proprio percorso professionale. Il filo conduttore è il movimento come conoscenza interiore, sintesi del mantra che guida il lavoro dello Studio: “Il movimento è energia ed è in continua evoluzione. L’energia del movimento nutre la vita.”
Durante il dialogo si approfondiscono il Full Pilates Method, approccio completo e personalizzato fondato sui principi del Pilates e sull’uso consapevole degli attrezzi; la visione dell’inclusività come risorsa umana e sociale; la collaborazione con Technogym per la formazione di tecnici qualificati; e il ruolo della tecnologia come strumento che migliora l’esperienza dell’utente senza sostituire la qualità del rapporto umano.
Ne emerge la fotografia di uno Studio che vuole diventare un luogo multidisciplinare e accogliente, capace di accompagnare ogni persona verso una più profonda conoscenza di sé.

Dove tutto comincia: la nascita di un’idea, di uno spazio, di uno Studio
Francesco De Fazio:
Lisa, da dove nasce Just U (You) Studio? Qual è stato il bisogno personale e professionale che ti ha spinto a creare questo spazio e, di conseguenza, questo nome?
Lisa Lapomarda:
«Just U (You) Studio è nato dal mio desiderio di raccogliere tutte le esperienze professionali che ho fatto fino a quel momento. Avevo avuto esperienze come atleta professionista, multidisciplinare, e la mia vita professionale ha seguito un po’ questo filone. Quando ho approcciato al Pilates, mi sono accorta che era necessario avere un filo conduttore fra tutte le discipline che ho praticato e insegnato.»
«Lo studio nasce dall’idea che sia un luogo dove chiunque può sperimentare, attraverso il movimento, la propria personalità. Il mio bisogno personale è stato quello di identificarmi dentro un’idea chiara di ciò che volevo fare; la mia professione ha dato voce allo Studio.»

Il potere del movimento: un mantra che diventa metodo di vita
Francesco De Fazio:
Il vostro mantra è “Il movimento è energia ed è in continua evoluzione. L’energia del movimento nutre la vita.” Com’è nata questa frase e cosa rappresenta nel vostro lavoro?
Lisa Lapomarda:
«Per sprigionare un’azione motoria è necessario che il corpo rilasci energia. Allo stesso tempo, l’azione motoria è fonte di energia per ciò che lascia dopo. L’energia è vita, e il corpo è un elemento fondamentale dell’essere umano: salute, emotività, socialità, evoluzione.»
«Il movimento crea un dialogo tra spazio interno ed esterno. Gli spazi interni sono ciò che ancora non conosciamo di noi e che possiamo scoprire attraverso il corpo. L’energia del movimento è una forma di ampliamento del pensiero, un’evoluzione culturale e sociale.»

Il Full Pilates Method: molto più di un allenamento
Francesco De Fazio:
Parli spesso di Full Pilates Method. In cosa consiste e cosa lo distingue dal Pilates tradizionale?
Lisa Lapomarda:
«Il Full Pilates Method è un nome che ho coniato per includere tutti gli attrezzi del Pilates. “Full” significa completo: non solo nel senso di integrare tappetino, piccoli attrezzi e grandi attrezzi, ma completo come approccio, come visione. È un metodo che parte dai principi fondamentali del Pilates – concentrazione, controllo, fluidità – che però sono concetti astratti. Il lavoro vero sta nel tradurli in esercizi e routine che permettano alla persona di sentirli e non solo eseguirli.»
«Dentro il metodo convivono tappetino, piccoli attrezzi e grandi attrezzi come Reformer, Tower, Cadillac. Ognuno di questi strumenti dà una qualità diversa allo stesso movimento universale. Cambia la percezione, cambia il risultato, cambia l’energia. Per questo dico sempre che gli attrezzi non servono solo ad ‘aiutare’ o ‘difficoltare’ un esercizio: servono a conoscere sé stessi attraverso la variazione del gesto.»
«L’approccio che voglio dare al Full Pilates Method è questo: entrare nel metodo con grazia, usando gli attrezzi non come obiettivo ma come linguaggio. Ogni attrezzo offre una prospettiva diversa sul movimento. Ogni variazione lascia qualcosa: un apprendimento, una nuova possibilità del corpo, una maggiore presenza nel qui e ora.»
«La personalizzazione del nostro lavoro parte da qui. Io sfrutto – in senso buono – l’opportunità che mi offre il corpo del cliente: è lui a parlarmi. Non importa se la persona arriva per un allenamento o dopo un trauma. Il suo corpo mi dice come muovermi all’interno del metodo, quali attrezzi usare, cosa approfondire. Il lavoro al tappetino potrebbe dare sensazioni simili, ma spesso viene vissuto come una lista di esercizi da spuntare. In realtà il metodo è molto di più: è un percorso.»
«Per questo dico spesso agli insegnanti: il Pilates non va ripetuto, va studiato, approfondito, compreso. Non basta conoscere le sequenze. Serve capire la filosofia del movimento, perché è lì che nasce la vera efficacia.»

Inclusività come energia condivisa: uno studio aperto a ogni corpo
Francesco De Fazio:
L’inclusività è uno dei vostri pilastri. Cosa significa concretamente rendere lo Studio un luogo dove ogni corpo ha il suo spazio?
Lisa Lapomarda:
«L’inclusività fa parte di una forma di coalizione umana. Non è buonismo: significa vedere gli altri esseri viventi come parte del tuo sistema. L’energia degli altri influenza la tua vita.»
«Il nostro obiettivo è dare a chiunque l’opportunità di vedere le proprie risorse. Quando qualcuno ci chiede aiuto, il movimento diventa un modo per utilizzare l’energia a 360° e inserirsi in una socialità più ampia.»
«Noi non siamo sostituti dei fisioterapisti: siamo esperti di movimento che insegnano il movimento a chi ha perso equilibrio. Il compito è accompagnare la persona a vedere più chiaramente il proprio percorso.»

Il ruolo dell’insegnante: tra vocazione, formazione e innovazione
Francesco De Fazio:
Sei docente da molti anni e collabori con aziende come Technogym. Che tipo di professionisti vuoi formare?
Lisa Lapomarda:
«Insegno nel mondo della formazione da quasi 20 anni. In questo tempo il settore del movimento è cambiato radicalmente: cambiano i bisogni delle persone, cambia il modo in cui viviamo i nostri corpi, cambiano gli strumenti che abbiamo a disposizione. Per questo cerco sempre di rimanere aggiornata: non è un obbligo, è una necessità interiore. Fa parte della mia identità professionale.»
«La collaborazione con aziende leader è nata proprio da questo: dal loro desiderio di approfondire il mondo dei grandi attrezzi del Pilates, un ambito che fino a poco tempo fa era distante dalla loro realtà. Mi hanno chiesto di affiancarli per capire come muoversi senza commettere errori tecnici o metodologici. È stato ed è un dialogo reciproco: io porto la mia esperienza, loro portano una visione globale che mi permette di rimanere sempre attuale.»
«La formazione per me non è una somma di contenuti, ma un atto di responsabilità. Vorrei formare tecnici che non siano semplicemente esecutori di esercizi, ma professionisti capaci di comprendere il corpo umano, interpretare bisogni diversi, e soprattutto adattare il metodo alla persona che hanno davanti. Non mi interessa che sappiano solo cosa fare: voglio che capiscano come fare quella cosa, con quale qualità, con quale intenzione.»
«Questo perché il mestiere dell’insegnante, per me, è una vocazione. Hai a che fare con materiale umano, con persone che si affidano a te e che meritano competenza, sensibilità e presenza. Un insegnante non si limita a spiegare un movimento: crea un ambiente, una relazione, un percorso. E la formazione è fondamentale per mantenere questo livello di autenticità e di cura.»
«Ecco perché cerco sempre di trasmettere ai futuri insegnanti un messaggio chiaro: non fermatevi alla tecnica. Studiate, osservate, ascoltate. È lì che nasce la differenza tra un istruttore e un vero insegnante.»

Tecnologia e umanità: quando un’app migliora l’esperienza
Francesco De Fazio:
Utilizzate un’app per le prenotazioni e la comunicazione. Qual è la logica dietro questa scelta?
Lisa Lapomarda:
«Abbiamo scelto di introdurre l’app perché volevamo dare alle persone più libertà, più autonomia e più chiarezza nella gestione del proprio percorso. Con l’app ogni cliente può vedere in tempo reale le disponibilità, scegliere la lezione più adatta, prenotare o disdire senza dover telefonare o attendere conferme. È un modo per permettere a ciascuno di decidere secondo i propri tempi, il proprio ritmo e le proprie esigenze.»
«In questo modo la scelta non è condizionata da orari, telefonate o intermediazioni: è una scelta davvero personale, consapevole. Chi si allena può organizzare la propria giornata in modo più semplice e flessibile, senza incertezze.»
«E naturalmente la tecnologia non sostituisce la relazione: rimaniamo sempre presenti per aiutare chi ha meno confidenza con gli strumenti digitali o per chi ha bisogno di essere guidato nelle opzioni migliori per il proprio percorso. L’app facilita la vita delle persone; noi siamo qui per accompagnarle, sempre.»

Guardando al futuro: la visione di uno studio che evolve con le persone
Francesco De Fazio:
Come immagini lo Studio tra cinque anni? E che messaggio daresti a chi si chiede se questo percorso possa fare per lui?
Lisa Lapomarda:
«Vedo lo Studio come un luogo multidisciplinare dove le persone possono trovare tutto ciò di cui hanno bisogno per integrare la conoscenza di sé: mental coach, trattamenti, rieducazione, inclusività.»
«A chi mi chiede: ‘Farà per me?’, rispondo: non lo so! Proviamo insieme. Vediamo se questa scarpetta di Cenerentola ti può andar bene e, soprattutto, se posso insegnarti come indossarla. Se non è quella giusta, ci sarà un’altra calzatura che brilla allo stesso modo.»










Articolo di @Francesco De Fazio, Architetto Blogger e Founder di Progetto Creativo
L’intervistata: Lisa Lapomarda, Istruttrice e Fondatrice di JUST U (You) Studio
